Abbiamo bisogno di voi, ma voi di noi
Il Gruppo Comunale di Volontariato di Protezione Civile di Gradara sta lavorando sommessamente ma intensamente per costruire una efficiente organizzazione che deve fare del suo meglio per portare aiuto alla gente nella sconsiderata ipotesi che accada un evento calamitoso. Lavora in silenzio perché non vuole e non deve stupire nessuno.
Il compito istituzionale gli impone di diventare dei professionisti della solidarietà ricorrendo ad una buona dose di umiltà, scalzando l’idea di ottenere le prime pagine per avere della notorietà.
Il Gruppo è nato da pochi mesi ma di strada ne ha già fatta. Non ha ancora avuto modo di partecipare ad informative o formazioni da parte della Provincia o Regione ma sta cercando di migliorarsi, di far crescere il numero degli aderenti e di far capire alla popolazione della sua validità con proprie iniziative o partecipando a iniziative organizzate da altri.
Il Gruppo è formato da volontari ai quali non è chiesta alcuna imposizione di impegno, di tempo e di capacità. “Chi può da di più chi non può da ciò che può”.
Ma le difficoltà che si incontrano per far recepire alla gente che è necessario avere un organico numeroso, sono molte. Tutti dovrebbero aderire semplicemente perché al bisogno si desidera ardentemente l’aiuto e la generosità di qualcuno. Fa parte del senso civico di un popolo e nessuno si dovrebbe tirare indietro. Ma ahinoi non è così semplice convincere la gente.
C’è della ritrosia, del tedio, dello scetticismo e dell’indifferenza. A volte sembra di essere sopraffatti dal senso di impotenza. Eppure il Gruppo non si abbatte, ogni momento, ogni discorso, ogni avvenimento è una occasione per informare e invitare ad aderire alla Protezione Civile.
Bisognerebbe forse cambiare atteggiamento ed essere più positivi nella speranza che le realtà reali ed i dubbi svaniscano di fronte a nuove prospettive future?
Forse, ma è difficile abbattere quel muro illusorio, costruito con della carta velina, quando si ascoltano i refrain della gente che si nasconde dietro a impegni un po’ vaghi, o familiari, o di lavoro. E’ vero, esistono realmente questi impegni giornalieri in tutte le famiglie ma è anche vero che “volendo” tutto si può superare.
Purtroppo si deve constatare che c’è della ritrosia che spinge a chiudersi in “non ho il tempo” oppure “è un impegno troppo gravoso”. Parole vaghe che indicano la volontà di non voler conoscere la realtà vera.
E’ come se pervadesse quella strana paura che fa credere che, aderire al Gruppo di Protezione Civile, significa essere impegnati costantemente. Non è un lavoro, è un volontariato e come tale è dettato dalla solidarietà e dalla volontà di dare un pizzico di se stessi.
Già, il tempo! Ma questa è una bugia. Ormai tutti sanno che ognuno, come volontario, ne dedica quanto e quello che vuole, senza nessun “timbro di cartellino”.
Può capitare a tutti di aver necessità ed urgenza di aiuto nel momento del bisogno ma in egual misura bisogna capire che anche gli altri possono avere la stessa necessità.
Noi diciamo che ci si sente liberi “non” solo quando facciamo ciò che più ci pare e piace ma “anche e soprattutto” quando accettiamo di portare della solidarietà agli altri così come noi la “pretendiamo” dagli altri.
Bisognerebbe che ognuno si togliesse quella chiusura mentale che deriva da calcoli egoistici, da suggestioni infantili e narcisistiche, da paure immaginarie e dall’artefazione della situazione. Non è giusto “non” capire la necessità di questa organizzazione.
O forse è giusto nascondendosi dietro a quel muro illusorio fatto di carta velina dove c’è scritto “io non avrò mai bisogno, gli altri si arrangiano?”
La realtà, grida chi già appartiene al Gruppo di Protezione Civile di Gradara, è purtroppo diversa!
Gradara, li 22 marzo 2010
